La prima volta italiana del passaggio a Nord Ovest

Nessuna barca italiana era ancora riuscita nel tentativo. Best Explorer ce l’ha fatta, ha percorso il passaggio a Nord Ovest, la ‘rotta più difficile del mare’, che collega l’Atlantico al Pacifico passando a nord del continente Americano, tra i ghiacci dell’Oceano Artico. Il primo ad affrontarla fu il norvegese Roald Amundsen dal 1903 al 1906.

Attraverso immagini e video inediti, dialoghi e avvincenti letture dal diario di bordo, i componenti della Arctic Sail Expeditions Italia, alla loro prima uscita pubblica nazionale, hanno rievocato oggi, in occasione del festival ‘‘Viaggiando il mondo” in corso a Genova, le emozioni di quell’impresa compiuta l’estate scorsa: 140 giorni di navigazione attraverso tre oceani, 8.181 miglia in totale di cui 5.000 oltre il circolo polare e 2.500 fra i ghiacci, 21 membri di equipaggio suddivisi in otto tappe. Ad accompagnare le immagini, i brani composti appositamente dall’Extemporaneo Trio, una nuova formazione jazz.

La spedizione, guidata da Nanni Acquarone, torinese di origine ligure, è partita il 1 giugno 2012 da Troms›, al nord della Norvegia, per arrivare a Sand Poit (Popof Island Aleutine Usa). Ha toccato l’Islanda, risalendo la costa occidentale della Groenlandia, inoltrandosi poi nel labirinto dell’arcipelago del Nunavut, a nord del Canada, proseguendo lungo la bassa costa dell’Alaska. Per l’impresa velica eccezionale e per le attività di interscambio culturale effettuate lungo la rotta l’equipaggio ha ricevuto un telegramma di apprezzamento del Presidente della Repubblica.

Ma oggi l’equipaggio ha voluto anche rendere omaggio alla propria barca, che dal Mediterraneo, dove con il nome di ‘Bestiaccia’ veniva utilizzata per il Whale watching, è finita in un’impresa nell’Artico. ”Best explorer, lo dice la parola stessa, non è nata per lo struscio a Cala Volpe” dice Nicoletta Martini, Romagnola di Cesenatico, classe 1958, ingegnere chimico, navigatrice esperta e anche ottima cuoca di bordo. Lunga 15 metri e con uno scafo in acciaio fatto per le lunghe navigazioni e l’incontro con i ghiacci, Best Explorer è diventata una ‘vecchia signora del Nord’ : ”non si muove come un cigno, non si può dire che abbia l’eleganza leggera di un uccello ma quando incontra il ghiaccio scalpita come una puledra da corsa e si infila decisa”.

Tanti i momenti di tensione: dalla ricerca di un varco fra i ghiacci alla tempesta durata sette giorni, ma anche le sorprese: ”Sono lì a poche miglia da noi – ricorda Salvatore Magri -. Due isolette che si fronteggiano al centro dello Stretto di Bering: la Big Diomede e la Little Diomede, russa la prima, americana la seconda. Tra di loro un canale largo solo un miglio ma così distanti nella realtà. Due date diverse alla stessa ora passi da una all’altra e vai dall’oggi al domani. Qui l’Alaska è il nostro Oriente e la Siberia il nostro occidente. Un mondo rovesciato: ovest e non più ovest”. (Ansa)

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