Il completamento della ferrovia Transiberiana avvenne 100 anni fa

ferrovia-transiberiana-1.900x600.jpgSono trascorsi 100 anni dal completamento della Transiberiana, l’arteria ferroviaria più lunga del mondo, ma anche luogo mitico e di grande ispirazione: lo ricorda il doodle di oggi, dal respiro cinematografico e accompagnato musicalmente da una Serenata per archi di Tchaikovsky.

Solo 100 anni fa giungeva a completamento un’opera che aveva chiesto il lavoro di 90mila operai nel freddo e nelle intemperie, facendosi varco tra le fitte foreste di conifere della taiga siberiana. La Transiberiana doveva essere un’opera d’eccellenza nella Russia degli Zar, un motivo d’orgoglio nazionale. Doveva “essere costruita dai russi e con materiali russi”, come dichiarò ufficialmente la commissione che gestiva il progetto e i lavori. Pronto e funzionante già nel luglio 1904 ma completata veramente solo nel 1916.

A rendere la Transiberiana un’infrastruttura unica, la sua capacità di unire le due estremità dell’immenso paese, assolvendo alle nascenti esigenze correlate anche all’ascesa economica della costa est della Russia, quella che si affaccia sull’ Oceano Pacifico. Trasportare le merci da e per porti fiorenti come quello appena nato di Vladivostok al cuore della Russia, San Pietroburgo (l’allora capitale dell’impero) e Mosca era un’impresa pressoché impossibile. E poi c’era la Siberia, isolata dal freddo e tagliata fuori dallo sviluppo sociale ed economico.

Fu così che nacque e prese forma l’idea di una linea ferroviaria che unisse le estremità est e ovest del paese.

Dopo alcune spedizioni perlustratrici, nel 1891, sotto il regno dello Zar Alessandro III prendevano il via i lavori della Transiberiana, inaugurati ufficialmente a Vladivostok dall’erede al trono, Nikolai, fresco di viaggio intorno al mondo. Era stato infatti deciso che la costruzione della ferrovia sarebbe iniziata contemporaneamente alle due estremità, e avrebbe proceduto verso il centro: da una parte il porto sulla costa del mare del Giappone, dall’altra Chelyabinsk, a ridosso degli Urali, proseguendo poi attraverso le montagne, i fiumi, i laghi, la steppa e la taiga del vasto territorio russo.

Nel 1904 furono quindi completate le sezioni da Mosca a Vladivostok; nel 1916 si approda a una ferrovia Transiberiana che copre le estremità del paese. Ancora oggi la Transiberiana resta più di una ferrovia, è un simbolo culturale potente di legame tra popolazioni e lo stesso autore del doodle, Matt Cruickshank, ha viaggiato sulla mitica linea nel 2015, prendendo ispirazione per il soggetto celebrativo odierno. (Wired.it)

Alla ricerca delle navi di Franklin

Alla ricerca dei vasselli di Sir John Franklin scomparsi misteriosamente nel 1845-46 durante il Passaggio a Nord Ovest. Sarà una delle ricerche più grandi nella storia del Canada. Il progetto durerà tre anni ed è stato annunciato ieri dal primo ministro canadese.

La “Spedizione Franklin 2012” è stata lanciata ieri da Stephen Harper dopo la sua visita a bordo del vassello di ricerca “Martin Bergmann”, il nuovo membro del progetto che coinvolgerà diversi partner. Erebus e Terror. Questi i nomi delle imbarcazioni scomparse più di 170 anni fa nelle acque di quella porzione di Artico che è ora il Nunavut.

La loro saga sfiori i toni quasi di un film horror con episodi di cannibalismo, sogni distrutti e morte nello spietato Nord.

“È davvero emozionante lanciare questa nuova iniziativa – ha detto Harper – ed è un privilegio conoscere i membri che faranno parte di questo straordinario spiegamento di partner canadesi e ricercatori che spero risolveranno il mistero dei due vasselli di Franklin”. “Erebus e Terror sono probabilmente le più importanti navi da esplorazione che non sono mai state trovate” ha detto John Geiger, autore di un libro pubblicato nel 2004, Frozen in Time, scritto a quattro mani con Owen Beattie. (Corriere Canadese)

XXXVII Iditarod Trail Sled Dog Race

L’Alaska si prepara anche quest’anno alla gara per le mute di cani da slitta più famosa nel mondo: l’Iditarod Trail Sled Dog Race, giunta quest’anno alla 37ma edizione. Il difficile percorso di più di 1.150 miglia porterà come al solito uomini (i mushers) e cani da Anchorage a Nome, sul mare di Bering, facendoli lottare contro temperature polari, venti che fanno arrivare la visibilità a zero, fiumi ghiacciati, tundra desolata, dense foreste, quasi interminabili ore di buio. La partenza è per sabato 7 marzo.

La gara trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando una grave epidemia di difterite colpì Nome. A causa delle pessime condizioni meteorologiche, non era possibile far arrivare rapidamente i medicinali da Anchorage tramite aereo o nave e si ricorse alla tradizionale slitta. Un intrepido musher insieme ai suoi fidati cani riuscirono a salvare una città laddove la tecnologia e la scienza nulla aveva potuto. L’Iditarod è anche la commemorazione di un passato recente che ha visto il coraggio, la determinazione e l’onore della gente che ha abitato queste terre trionfare sulle avversità.

Negli ultimi due anni è stato il musher Lance Mackey a vincere la gara, ritratto nella foto sotto poco dopo l’arrivo del 2007, in uno scatto che coglie la tenerezza e l’affetto fra uomo e cane.

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