La Groenlandia pronta al primo premier donna

La Groenlandia potrebbe avere il suo primo premier donna, dopo che il partito Siumut ha vinto le elezioni nazionali. Il partito centrista, favorevole allo sfruttamento delle vaste risorse minerarie del territorio artico, ha ottenuto il 42,8% (+16% rispetto alle ultime consultazioni) e 14 seggi, mentre il primo ministro in carica Kuupik Kleist e il suo partito di sinistra Inuit Ataqatigiit ha raccolto il 34,4% (-9,3%).

Adesso Aleqa Hammond, la leader del partito vincitore, deve trovare un alleato per raggiungere la maggioranza di 16 seggi che le permetterà di formare il governo. “Sono molto felice, come capo del partito – ha commentato la Hammond – che il Siumut sia tornato”.

Al potere dal 1979, alle scorse elezioni per la prima volta in trent’anni il partito Inuit Ataqatigiit andava al governo, in contemporanea con l’autonomia concessa dalla Danimarca.

Molti groenlandesi sono favorevoli ad utilizzare le risorse minerarie dell’isola, tra cui metalli rari e uranio, al fine di ridurre la dipendenza dai contributi della Danimarca, che ora rappresentano circa i due terzi dell’economia dell’isola. Kleist ha ampliato gli sforzi per attirare investimenti internazionali, pur tuttavia Inuit Ataqatigiit ha adottato una politica di tolleranza zero che ha vietato qualunque estrazione e vendita di minerali radioattivi, tra cui l’uranio, di fatto consentendo esplorazioni minerarie solo nel sud dell’isola. Hammond ha spiegato, invece, che il suo partito è pronto a consentire l’estrazione dell’uranio, purché il minerale contenga un massimo di 0,1% di ossido di uranio. Alcuni potenziali investitori stranieri ritengono che la Groenlandia potrebbe contenere il più grande deposito di minerali rari al di fuori della Cina, che rappresenta attualmente oltre il 90% della produzione mondiale.

Un problema altrettanto controverso è il lavoro degli immigrati, che per la Groenlandia, che ha una popolazione di 57.000 abitanti, sarà necessario per sviluppare il settore minerario. Il Siumut ha criticato il governo in carica, accusandolo di aver accellerato l’approvazione di una legge, nel mese di dicembre, che permetteva alle grandi imprese minerarie di importare manodopera da luoghi come la Cina.

L’Unione europea ed altri attori internazionali sono preoccupato del fatto che la Cina stia guardando agli investimenti in Groenlandia come un modo per ottenere un punto d’appoggio nella regione artica ricca di risorse. (Eye on Arctic)

Aleqa Hammond, leader del Siumut Party