Rimane il bando europeo sui prodotti di foca dal Canada

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha rigettato la
richiesta di annullamento del bando che i paesi dell’area, da agosto
scorso, hanno in vigore sui prodotti di foca canadesi. L’Inuit Tapiriit Kanatami, l’associazione di inuit che aveva presentato la mozione, aveva sostenuto che il bando avrebbe causato una “notevole ricaduta economica sulla comunità”, ma secondo il giudice non sono state presentate prove sufficienti a riguardo, considerato anche il fatto che i prodotti provenienti dalla caccia alla foca tradizionale degli aborigeni sono esenti dal bando.

Mary Simon, presidente dell’associazione di inuit, ha fatto un appello agli europei. “La caccia alla foca – ha detto – è legale, umana e sostenibile, e in molti casi necessaria a mantenere bilanciato l’ecosistema marino: il bando è frutto di una concezione
colonialista delle nostre tradizioni di caccia”.

Rob Cahill, executive director del Fur Institute of Canada ha parlato di “legislazione discriminatoria e iniqua: non fa assolutamente nulla per tutelare l’ambiente e gli animali, ed è ambigua al massimo”.

Il governo di Ottawa ha annunciato che continuerà la battaglia, e porterà la questione davanti alla World Trade Organization, perché ritiene che il bando europeo violi le leggi di scambio internazionali.