Free trade Canada-Ue, accordo a un passo

Il via libera all’accordo sul libero commercio potrebbe essere annunciato entro qualche settimana. Ne è sicuro Christian Leffler, direttore del gruppo “Americas for the European Union’s External Action Service” e uno dei più alti funzionari tra i negoziatori europei. Leffler, ha bocciato l’ipotesi che la trattativa sia in una fase di stallo che non possa essere sbloccato.

Leffler ha minimizzato il fatto che le due parti non siano state in grado di raggiungere un accordo nel rispetto della scadenza che si erano impegnate a rispettare, la fine cioè del 2012.

«Credo che l’accordo possa essere raggiunto e me lo auguro. Ritengo che sarà necessario aspettare ancora qualche settimana, forse qualche mese». Il muro contro muro registrato nell’ultimo periodo tra le due delegazioni impegnate nell’accordo sul free trade, secondo il funzionario, è provocato in primo luogo dai temi che sono rimasti in agenda e che non hanno trovato ancora una soluzione soddisfacente per tutti.

«È inevitabile – ha aggiunto Leffler – che quando si giunge alla fine di un negoziato le questioni rimaste aperte siano anche quelle più spinose e quelle dove la ricerca di un consenso può trovare maggiori difficoltà: è nella natura delle cose. Ma allo stesso tempo, se da entrambe le parti sussiste la volontà di arrivare a un compromesso, non dovrebbero esserci problemi». Il funzionario ha ricordato come alcuni nodi rimasti irrisolti possano essere superati solamente «attraverso precise decisioni politiche» che non competono ai due team di negoziatori: in sostanza sia il governo canadese sia l’Unione europea devono fare un passo indietro rispetto alle rispettive richieste e trovare un terreno comune sul quale si possa costruire il compromesso.

Che – ha aggiunto il funzionario – non sarebbe certo al ribasso, ma costituirebbe la dimostrazione della reale volontà delle due parti di arrivare alla firma di un accordo dalla portata storica, che avrà ripercussioni positive sia nel mercato canadese sia in quello del Vecchio Continente. Secondo alcune fonti, il via libera al free trade potrebbe essere annunciato dal primo ministro Stephen Harper in occasione del vertice G8 nell’Irlanda del Nord in programma a metà giugno. (Corriere Canadese)

Devolution per i Territori del Nord-Ovest

Devolution più vicina per i Territori del Nord-Ovest. Lo ha annunciato ieri Stephen Harper durante un suo intervento a Yellowknife, sottolineando come nel negoziato tra i rappresentanti del governo federale e del Territorio abbiano raggiunto un accordo di massima sulla distribuzione di compiti, poteri e competenze. Ora la bozza d’intesa dovrà essere discussa con i leader aborigeni dei Territori del Nord-Ovest, prima di ricevere il via libera nell’assemblea legislativa locale e nel parlamento federale: l’obiettivo dichiarato – ribadito anche ieri dallo stesso primo ministro – è quello di arrivare a un pieno passaggio di poteri entro e non oltre il primo aprile 2014.

“Il nostro governo – ha dichiarato il leader conservatore – è convinto che i cittadini dei Territori del Nord-Ovest debbano avere il potere di prendere da soli le principali scelte di indirizzo economico su come massimizzare lo sfruttamento delle loro risorse. Una volta che sarà finalizzato, questo storico accordo darà ai Territori del Nord-Ovest tutta una serie di poteri e prerogative, insieme a nuove responsabilità, che porteranno alla creazioni di nuovi posti di lavoro, alla crescita economica e alla prosperità in tutto il Territorio”.

Il processo politico legato alla devolution dei Territori del Nord-Ovest è iniziato con il via alla trattativa partita nel gennaio del 2011. In questo momento il governo dei Territori del Nord-Ovest agisce con una serie di poteri e responsabilità che sono molto simili a quelli degli esecutivi provinciali. Ci sono però delle eccezioni molto importanti, che penalizzano il raggio d’azione dei governi dei tre Territori all’interno della confederazione canadese (i Territori del Nord-Ovest, lo Yukon e il Nunavut). In particolare, l’amministrazione riguardo lo sviluppo edilizio, lo sfruttamento delle acque e delle risorse naturali rimane in mano al governo federale. Questo, in pratica, penalizza in modo significativo i tre governi locali, che si vedono un gettito estremamente ridotto rispetto alla Province. È l’esecutivo federale che, ogni anno con uno stanziamento una tantum, garantisce ai Territori le risorse necessarie per il funzionamento della macchina statale e il finanziamento di scuole e ospedali.

Lo scorso anno i Territori del Nord-Ovest hanno ricevuto poco più di un miliardo di dollari da Ottawa. Con la devolution, che diverrà attiva tra poco più di un anno, ci sarà il taglio di questi stanziamenti, ma il governo dei Territori del Nord-Ovest potrà contare sulle risorse ricavate dallo sfruttamento del petrolio, del gas naturale e delle miniere che, secondo le aspettative degli esperti, potrebbero portare al boom economico. Secondo quanto stabilito nella bozza d’accordo annunciata ieri, al governo federale spetteranno le responsabilità amministrative relative alla lotta all’inquinamento dei laghi e delle falde acquifere, lo sfruttamento delle potenziali risorse offshore, la guida dei negoziati nelle dispute territoriali e il controllo dell’impatto ambientale nei progetti di sviluppo industriale e minerario nei Territori del Nord-Ovest. (Corriere Canadese)

Canada vuole risolvere le controversie sui confini

Un accordo sulle dispute, vecchie di decenni, con la Danimarca, potrebbe essere un segnale dell’intento del Canada di risolvere tutte le dispute confinarie che lo vedono protagonista con gli altri Stati Artici.

I negoziatori canadesi, infatti, stanno tentando di trovare una soluzione con quelli danesi per due aree di mare, meno di 225 chilometri quadrati nel Mare di Lincoln, a nord dell’Isola di Ellesmere e della Groenlandia. Nessuna soluzione è stata ancora proposta, invece, per la questione dell’Isola di Hans nel Canale Kennedy, sorta sempre con la Danimarca, e per le altre dispute confinarie con gli Stati Uniti (quella nel Mare di Beaufort e la “Dixon Entrance” in Artico, e quelle più “meridionali” dello stretto di Juan de Fuca, e dell’Isola di Machias Seal).

“Stiamo discutendo – ha detto l’Ambasciatore danese Erik Vilstrup Lorenzen – costruttivamente gli uni con gli altri”.

“Ciò a cui stiamo assistendo – ha detto Michael Byers, professore di diritto internazionale alla University of British Columbia – è la disponibilità mostrata dal governo di Stephen Harper di voler risolvere le controversie con gli altri Stati dell’Artico, e questo è molto significativo”.

Secondo Byers ed altri esperti canadesi di diritto, con l’assottigliamento delle calotte polari c’è una urgenza del Canada di regolamentare i confini ancora incerti, per non pregiudicare opportunità economiche.

“Noi sappiamo – ha spiegato Rob Huebert, direttore associato del Centre for Military and Strategic Studies alla University of Calgary – che il nord sta per diventare molto, molto trafficato, e con questo incremento di attività sappiamo anche che gli Stati stranieri stanno mostrando un grande interesse”. (The Globe and Mail)

L’Isola di Hans

Alla ricerca delle navi di Franklin

Alla ricerca dei vasselli di Sir John Franklin scomparsi misteriosamente nel 1845-46 durante il Passaggio a Nord Ovest. Sarà una delle ricerche più grandi nella storia del Canada. Il progetto durerà tre anni ed è stato annunciato ieri dal primo ministro canadese.

La “Spedizione Franklin 2012” è stata lanciata ieri da Stephen Harper dopo la sua visita a bordo del vassello di ricerca “Martin Bergmann”, il nuovo membro del progetto che coinvolgerà diversi partner. Erebus e Terror. Questi i nomi delle imbarcazioni scomparse più di 170 anni fa nelle acque di quella porzione di Artico che è ora il Nunavut.

La loro saga sfiori i toni quasi di un film horror con episodi di cannibalismo, sogni distrutti e morte nello spietato Nord.

“È davvero emozionante lanciare questa nuova iniziativa – ha detto Harper – ed è un privilegio conoscere i membri che faranno parte di questo straordinario spiegamento di partner canadesi e ricercatori che spero risolveranno il mistero dei due vasselli di Franklin”. “Erebus e Terror sono probabilmente le più importanti navi da esplorazione che non sono mai state trovate” ha detto John Geiger, autore di un libro pubblicato nel 2004, Frozen in Time, scritto a quattro mani con Owen Beattie. (Corriere Canadese)