Dmitry Berezhkov freed from jail

Indigenous Peoples activist Dmitry Berezhkov is a free man after a court decision in Northern Norway on says the conditions for extradition to Russia is not present.

Saturday’s court ruling says nearly the opposite of the prosecutor’s claims. “The court says the conditions for extradition to Russian authorities are not present,” says Berezhkov’s lawyer Thomas Hansen to Nordlys.

BarentsObserver has spoken to people near Dmitry Berezhkov after the court ruling that says he is now on his way home to his family after having spent two nights in jail. Berezhkov has been living in Tromsø the last year where he is a student at the regional University.

Yesterday, BarentsObserver quoted sources saying there are clearly political reasons for why Dmitry Berezhkov stays in Norway and can’t return to Russia. The source points to the fact that there over a long period had been a dispute between Russian authorities and RAIPON, where Berezhkov earlier was the Vice-President.

RAIPON is the Russian Association of Indigenous Peoples of the North, and organization whose new leaders play the melody of Kremlin after an election thriller at their Congress in March.

RAIPON

The newspaper Nordlys on Saturday published an editorial under the headline “Putin’s prisoner” saying this is a case the Norwegian prosecutor should seriously think through.

“To fabricate false charges of crimes against dissidents is just another weapon in the president’s arsenal against opposition and dissents. The prosecutor and the court in Tromsø must bear in mind that this is not in any way any ordinary criminal case,” the Nordlys editorial reads. (Barents Observer)

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Putin: “Esiste un pericolo di militarizzazione per l’Artico”

A metà di questa settimana il Presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto una dichiarazione che suona quasi come un avvertimento. “Tentativi metodici – ha detto Putin – sono stati fatti per far oscillare l’equilibrio strategico in un senso o nell’altro. Gli Stati Uniti hanno praticamente iniziato la seconda fase del loro piano per creare un sistema globale di difesa missilistica e stanno sondnado la possibilità di una ulteriore espansione verso est della NATO. Il pericolo di militarizzazione dell’Artico esiste”.

Questa dichiarazione ne contraddice altre precedenti, fatte dalla Russia, aventi ad oggetto il considerare l’Artico come un’area senza tensioni militari, e lascia intendere che l’intento manifestato nel 2009 di non voler costruire basi militari a ridosso nell’estremo nord russo potrebbe essere rivisto. (BarentsObserver).

D’altronde proprio la Russia aveva creato “tensione militare” al Polo Nord a fine luglio 2010, quando due CF-18 canadesi intercettarono due caccia russi Tupolev-95 che cercavano di entrare nello spazio aereo del Canada, a circa 500 chilometri a nord della Goose Bay.

Un nuovo piano di sviluppo per l’Artico russo

Tre giorni fa il Governo russo ha licenziato, subito sottoscritto dal Presidente Vladimir Putin, il nuovo piano di sviluppo per le regioni artiche. Il programma comprende lo sviluppo di un sistema integrato di trasporti in Artico, l’incremento della cooperazione internazionale e la salvaguardia dell’Artide come zona di pace.

Il documento ricomprende quasi l’intero spettro di attività che possono compiersi in questa vasta area, garantendo supporto statale allo sviluppo di infrastruture per transporti, industria ed energia, così come per le attività tecnico-scientifiche innovative.

Primo passo di questo programma sarà lo sviluppo delle infrastrutture per le comunicazioni e le informazioni, creando centri di ricerca e recupero lungo tutta la Northern Sea Route (rotta di navigazione dal Pacifico all’Atlantico dal Mare di Bering allo stretto di Barents, al largo delle coste russe), rafforzando il servizio di Guardia Costiera e creando un sistema nazionale di monitoraggio per l’ecosistema Artico. (BarentsObserver)